IL BLOG,  Le Realtà EcoSostenibili

CSA Semi di Comunità: quando la cooperazione nutre mente e corpo

Roma, 15 gennaio 2020  – Monteverde – Circolo Culturale Arci KokèSostenibileperme incontra la prima CSA della capitale: Semi di Comunità.

Una serata in compagnia dei due soci lavoratori, Riccardo e Saverio che da settembre 2018 – insieme ad un gruppo di persone facente parte di un’altra realtà associazionistica fortissima Mondo di Comunità e Famiglia – decidono di unire le proprie forze e avviare uno dei progetti di cooperazione agricola più partecipativi che io abbia mai conosciuto.

(tra parentesi, chi mi conosce sa che amo le parentesi, durante l’eco-viaggio sostenibileperme del 2018 ho vissuto in una delle tante realtà MCF d’Italia per due settimane – qui vi riporto il link della testimonianza raccolta a Brugine (PD) presso la Fattoria Solidale, se siete curiosi di approfondire, vi si apre un mondo di prospettive in fatto di “convivialità- fiducia-porte aperte-cassa comune-condivisione delle risorse-decisioni all’unanime-autoproduzione-sovranità alimentare“).

Ma, ritorniamo a Semi di Comunità e alla crescita esponenziale che sta vivendo (in un anno sono passati da 50 a 150 soci!)

Riccardo e Saverio, insieme ad un gruppo di famiglie e di altri cittadini desiderosi di potersi attivare in prima persona per provare a sgangiarsi dalle logiche del mercato, hanno messo su una piccola azienda agricola “finalizzata” all’autosostentamento alimentare, costruendo, riunione dopo riunione una vera e propria comunità a supporto dell’agricoltura.

Per capire meglio che cos’è una CSA – Community Supported Agricolture – e come si struttura al suo interno sicuramente un articolo sul web non basta, occore andare a conoscerli di persona e starci qualche ora insieme per farsi raccontare da loro come si può partecipare al progetto e perchè no, “sporcarsi da subito le mani”, per prenderne parte attiva.

Sabato 18 gennaio, per esempio, se avete voglia e possibilità, al mattino potreste già sperimentarne l’atmosfera, partecipando alla piantumazione di decine di alberi da frutto che verranno piantati dentro e accanto all’orto per arricchirne ulteriormente la sua biodiversità. Io, ovviamente, mi ci fiondo.  Chiedermi “Vuoi piantare un albero con me? alle mie orecchie suona un pò come “Vuoi sposarmi?“.

E’ fatta, mi hanno già  conquistata.

Cercherò di raccontarvi che cos’è una CSA, ma il mio suggerimento, ripeto è di mettervi direttamente in contatto con loro – sono super disponibilissimi – per avere tutte le delucidazioni del caso, e soprattutto, per andare a conoscere di persona il tipo di lavoro agricolo che svolgono (in basso i loro contatti diretti).

Fare una CSA è una sorta di piccola rivoluzione sociale: un motore di partecipazione interpersonale potentissimo, che alimenta fiducia, condivisione, creatività personale.

Semi di Comunità

 

Puoi decidere tu in che termini supportare il lavoro contadino, mettendo a disposizione del gruppo quelle competenze che alla comunità stessa possono giovare: dalla comunicazione ai cavi elettrici, passando per la cucina, la grafica, l’idraulica, i trasporti, l’agricoltura non ha “bisogno” solo di braccia, come spesso erroneamente si pensa ….

Fare campagna è un processo complesso e divesificato in cui ciascuno di noi può fare la sua piccola, grande parte.

Far parte di una CSA significa anche smettere di ragionare secondo la logica del “Ho sottoscritto un abbonamento settimanale di 10€ di ortaggi e quindi mi aspetto 10€ di ortaggi nel mio frigorifere” niente di più lontano dal senso ultimo del sostenere l’agricoltura, secondo il modello di una CSA.

Quando hai a che fare con una CSA, parlare di “spesa”, di “acquisto” non è esattamente corretto, perchè non è l’ennesima forma di produzione/distribuzione, è molto di più. Ma andiamo per gradi.

Che cos’è una CSA?
Il termine CSA significa, appunto, Comunità che Supporta l’Agricoltura, ed è una particolare forma di organizzazione, in cui la comunità dei soci è legata da un reciproco impegno di collaborazione. Tutti i soci prendono insieme le decisioni sulle scelte aziendali, sostengono la produzione e si distribuiscono cibo fresco, sano e prodotto nel rispetto dell’ambiente.
I soci lavoratori stilano un piano delle colture, basato sul terreno a disposizione e sul numero di soci fruitori previsto e sottopongono il bilancio dei costi a tutti i soci per l’approvazione.
All’inizio dell’anno – adesso per esempio e circa fino a marzo 2020-  si decidono le quote annuali dei soci fruitori, dividendo il totale dei costi di produzione e gestione per il numero dei soci che intendono partecipare alla CSA, al netto delle altre possibili entrate, derivanti dai finanziamenti dei soci prestatori, sovventori, o dei fondi europei per l’agricoltura.
A ciascun socio fruitore spetta settimanalmente una parte dei prodotti coltivati che vengono ritirati presso alcuni punti di distribuzione o direttamente presso i campi.
Tutti i soci possono partecipare attivamente alla produzione, contribuendo volontariamente con qualche giornata di lavoro durante l’anno.

Chi è “Semi di Comunità”?
Ispirata alla bolognese Arvaia, Semi di comunità è la prima CSA romana.
Si tratta di una forma di organizzazione pensata per produrre e distribuire prodotti agricoli in modo nuovo e collaborativo e, al contempo, tessere relazioni umane basate sulla condivisione e le buone pratiche di sostenibilità.

Esistono varie tipologie di Socio:

Il SOCIO FRUITORE partecipa alle iniziative promosse dalla cooperativa agricola, contribuisce con la quota annuale e con qualche giornata di manodopera gratuita (dalle 2 alle 4 all’anno) alla vita dell’azienda agricola. In cambio riceve settimanalmente una quota parte dei prodotti ottenuti dai campi.

Il SOCIO SOVVENTORE è colui che crede nel progetto e dona alla CSA una somma di denaro a fondo perduto oppure uno strumento di lavoro o anche delle giornate gratuite di lavoro.

Il SOCIO PRESTATORE è colui che presta alla CSA una somma di denaro, per un periodo di tempo, senza interessi.

l SOCIO LAVORATORE è un membro della CSA che lavora all’interno dell’azienda a tempo pieno o part time e riceve in cambio un’equa retribuzione mensile.

La CSA “Semi di Comunità” è quindi più di  un’azienda agricola, una vera e propria comunità (oggi parliamo di circa 150 persone) in cui soci lavoratori e fruitori creano un patto di solidarietà e condividono benefici e rischi della produzione.

Esistono attualmente 7 punti di distribuzione degli ortaggi, quello in Monteverde è Vivaio Albero Blu

Perchè “fare agricoltura” oggi non può significare fare “pance da riempire”, ma deve innanzitutto significare, fare “menti da coltivare”.

 

Qui trovate un Video CSA Semi di Comunità

Indirizzo “Semi di Comunità”: Via del Prato della Corte 1602a – Roma.

Recapito telefonico: +39. 333 361 9895.

Ps. Arrivederci al prossimo appuntamento “Aperitivo col contadino“: 04 febbraio 2020 ore 19.30 -incontrerò Pantasema rigorosamente presso il Circolo Culturale Arci Kokè in via Govona 11, Roma.

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

2 Comments

  • Valentina

    Complimenti 😊
    Bellissima iniziativa ed articolo semplice, seppur su un argomento complesso e nuovo per il mercato italiano!
    Grazie per la tua condivisione e voglia di creare 😊

    • admin

      Grazie a te Valentina! Se sei di Roma e hai voglia di sperimentarti “microfarmer” ti suggerisco caldamente di entrare in contatto con i ragazzi della CSA Semi di Comunità, stanno portando avanti un progetto davvero forte, fattibile e a portata di tutte le tasche. Ps. Se capiti in zona Monteverde, ti aspetto al Circolo Culturale Kokè per altri “aperitivi col contadino”. A presto!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *