IL VIAGGIO

EcoViaggio-tappa 10: Meraviglia B&B, viaggio nel cuore delle Marche

Luglio 2018 – Pergola (PU)

Oggi vi racconto di Claudia e della sua scelta coraggiosa di mollare tutto: lavoro, casa, città e trasferirsi (da sola) nella campagna marchigiana dove ha aperto un bed and breakfast, il Meraviglia B&B ed iniziato ad autoprodursi il cibo, dal pane alle marmellate fino ai primi ortaggi del suo giovane orto biologico.

Ho vissuto dieci giorni surreali in questo spettacolare angolo di Italia, di cui ignoravo completamente l’esistenza e per quanto cerchi ora di descrivervelo, non credo riuscirò a rendergli giustizia. Merita una visita!

Un progetto di ospitalità rurale, quello di Claudia, pensato per offrire un soggiorno ecosostenibile: dalla promozione dei prodotti di aziende locali alla possibilità di staccare la spina e riappropriarsi del proprio tempo.

La mattina al risveglio se allunghi lo sguardo verso il boschetto di fronte casa ci trovi quasi sempre due caprioli che fanno colazione sul prato e alla sera, quando rientri, ad accoglierti non mancano mai le rane del piccolo stagno vicino casa.

Il tutto circondato dalle bellezze di una terra incantevole, la regione Marche, che con i suoi colori pastello basta da sola a trasmetterti un senso di profonda serenità.

Eppure – nonostante cotanta bellezza – mi sono interrogata più volte se anch’io fossi capace di fare una scelta così radicale come quella di Claudia, passata da Padova a Pergola nel giro di pochi mesi.

Una scelta ardita la sua, che ammiro tantissimo, che mi ha stimolato non poche riflessioni e che, devo ammettere, un po’ mi spaventa, se debbo pensarla in prima persona.

Quanti di noi non hanno fantasticato almeno una volta nella vita di lasciarsi tutto alle spalle e andare ad aprire un bb immerso nel verde?

Ma quanti di noi poi, hanno avuto la forza di realizzarlo veramente questo sogno?

Ecco a voi la storia di Claudia (classe 83, a quanto pare un’annata fortissima!) e di come si sta “sporcando le mani” per realizzare il suo sogno.

Claudia, centro storico di Pergola (PU)
  • Che cosa facevi prima di trasferirti a vivere nelle Marche ed aprire il Meraviglia B&B?

Abitavo da sola, ero in un appartamento in una zona residenziale della provincia padovana e lavoravo come addetto comunicazione al mattino. Inoltre insegnavo ginnastica ritmica alle bambine.

  • Che cosa ti ha spinto a lasciare la tua vecchia vita?

Il desiderio di ritrovare il contatto con la natura e con la terra: avevo la sensazione di trascorrere troppo tempo in luoghi chiusi, davanti ad un pc. Mi sembrava di sprecare anni in attività a cui non ero più convinta di voler dedicare una così ampia parte delle mie energie. Sentivo che c’erano ancora tanto da fare ed imparare – a cui non avevo tempo di dedicarmi – come produrmi alimenti da sola o fare un orto. Poi mi sono ritrovata in un momento della vita in cui non avevo più particolari vincoli lavorativi, sentimentali e familiari e mi è sembrato fosse proprio il momento giusto per provarci.

  • Quali sono stati i primi passaggi che hai compiuto per avviare il tuo progetto di cambio vita?

Inizialmente avevo delimitato l’area in cui andare a vivere restringendola alla zona delle Prealpi Venete, ma le strutture che andavo a visitare o non andavano bene o la trattativa non andava in porto. E’ stato allora che ho capito che non dovevo limitarmi più a cercare solo nelle zone a me conosciute, ma estendere la ricerca a tutta l’Italia. Così mi sono imbattuta per caso sull’annuncio di questo casale immerso nella campagna marchigiana, a Pergola, in una zona a metà tra la collina e la montagna che è il tipo di ambiente che desideravo, perché sento più vicino a me e me ne sono subito innamorata.

  • In che termini il tuo progetto di B&B è ecosostenibile?
Pizza che lievita con vista spettacolare

Sia a casa, che per i miei ospiti, mi servo prevalentemente di prodotti a km zero, cercando di sostenere il lavoro delle aziende del territorio, selezionate anche in base alle modalità di coltivazione utilizzate. Nel mio piccolo sto sperimentando la coltivazione di un orto che mi consenta di essere il più autosufficiente possibile, sganciandomi dalla dipendenza dai supermercati. Cavarsela da soli è possibile, non sempre facile, ma possibile. Vedere che si possono creare delle cose con le proprie mani, diventando sempre meno vincolati al sistema che ci vuole solo consumatori passivi dà molta soddisfazione. Quando esco fuori per andare a fare la spesa ora inizio a chiedermi se quella cosa sono in grado di produrla da sola e se non la so fare, studio il modo per farla.  

  • Che criticità hai incontrato per intraprendere quest’avventura?

L’impegno economico sicuramente è un aspetto critico da considerare, soprattutto nei primi mesi di vita di un’attività quando tutto è un investimento, hai tante spese e non sai quando rientrerai da ciò che hai messo in gioco. Poi essendo sola in questa attività e dovendo gestire tutto da me, anche piccole manutenzioni della casa o del giardino a volte mi mettono in difficoltà: un impianto che non funziona, la legna da preparare per l’inverno o gestire una nevicata che ti blocca in casa per dieci giorni. Fortunatamente ho sempre trovato delle soluzioni e la collaborazione di vicini e amici che mi supportano.

  • Cosa hai imparato di nuovo in questi primi mesi di “Cambio-Vita” in campagna?

Ho imparato a fare tante piccole cose, tipo aver seminato i miei primi ortaggi, aver imparato ad utilizzare un trapano mai preso in mano prima di trasferirmi qui, o saper tagliare l’erba con il decespugliatore, sono cose che magari per chi le sa fare possono sembrare banali, ma per me che sono nuove, mi hanno sicuramente restituito un senso di soddisfazione enorme. Fare l’orto in particolare, ti dà moltissima forza per continuare a fare: quando raccogli una cosa che hai seminato tu, con le tue mani, capisci che se vuoi, puoi imparare a fare tutto.

L’orto biologico di Claudia
  • Che consigli daresti a chi vuole intraprendere un’avventura simile?

Primo: non pianificare troppo, altrimenti non partirai mai, ci vuole un pizzico di incoscienza, perché se aspetti che arrivi il momento giusto o di avere quelle due o tre certezze in più, non lo farai mai. Bisogna mettersi un po’ una benda sugli occhi e provare a fare il famoso “salto nel buio”.

Secondo: non aspettate qualcuno per fare qualcosa. Se aspettate qualcuno prima di lanciarvi in un’impresa, rischiate di attendere a vita per anni e poi non la fate più. Quindi anche se siete da soli, lanciatevi, poi gli altri arriveranno. Almeno questo è quello che sta avvenendo a me: un poco alla volta qui arrivano persone che sembrano quasi mandate apposta sulla mia strada per aiutarmi.

  • E per il futuro cosa immagini?

Vorrei trasformare questo luogo in un centro dove organizzare laboratori ed eventi legati alla sostenibilità, l’autoproduzione, l’artigianato locale, la creatività ed il benessere in generale. Mi piacerebbe attivare una rete di relazioni che agiscano in questa direzione sul nostro territorio, ma è ancora tutto da costruire. Il BB è giovanissimo, ho aperto l’attività a gennaio 2018. So che sono solo all’inizio, ma questa è la strada. Per il momento sarei già più che felice che chi arriva qui si fermi ad ammirare la bellezza del mondo, rivedendo se stesso e il modo in cui sta utilizzando il proprio tempo.

  • Che cos’è per te la sostenibilità e tre azioni per metterla in atto:

Lasciare un’impronta positiva nell’ambiente: per vivere dobbiamo utilizzare le risorse che il mondo ci mette a disposizione, ma dobbiamo anche trovare il modo di restituirle. Quindi cercare di dare all’ambiente più di quello che l’ambiente dà a noi.

  • Riduzione dei consumi a monte: utilizzare solo quello che ci serve eliminando tutto il superfluo dalla lista della spesa e smettendo di comprare prodotti usa e getta. Acquistare capi di abbigliamento di cui abbiamo reale bisogno: da almeno tre anni non faccio shopping, recupero da amici e parenti ciò che non usano più. Nei rari momenti in cui acquisto cerco cose neutre, svincolate dalle mode del momento, che vadano bene insomma anche tra dieci anni.
  • Riutilizzare le cose il più a lungo possibile: pensare sempre all’utilizzo alternativo di un oggetto prima di buttarlo.
  • Iniziare ad autoprodursi le cose in casa: evita tutta una serie di passaggi legati alla produzione e alla distribuzione dei prodotti – abbattendo notevolmente i costi dell’inquinamento.
Frontone (PU), un borgo meraviglioso a due passi dal Meraviglia BB

Ps. Ecco la pagina Meraviglia B&B: chi soggiorna al casale può utilizzare tutte le parti in comune della casa, tra cui un ampio salone con le vetrate sull’immensa vallata, una romanticissima cucina dotata di ogni comfort, un camino, un barbecue, un orto e l’immenso giardino – senza confini – circondato da una distesa infinita di boschi, prati e campi di grano. E per chi ama dormire sotto le stelle, vi è anche la possibilità di fare gardensharing! Alloggiando con la propria tenda sul prato accanto al casolare.

… Insomma se volete regalarvi un weekend di relax tra tartufi, visciolato e romantici borghi, le Marche è la regione che vi aspetta. E poi si mangia così bene, l’aria è così buona, la gente così simpatica, che non vorrete più andar via.

Ps. Se vuoi, puoi seguire le mie avventure anche su Facebook  ed  Instagram  e condividere le testimonianze raccolte per un mondo più sostenibile tra i tuoi contatti…

A presto!

AleT

 

 

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