IL VIAGGIO

EcoViaggio – tappa 11: Venti giorni in Maremma e ritrovi la tua bussola (prima parte)

Luglio/Agosto 2018 – Pomonte (GR)

Ho trascorso circa una ventina di giorni nel cuore della Maremma Toscana, in località Pomonte, una piccola frazione di Scansano, un piccolo paesino arroccato nell’entroterra di Grosseto.

Ho vissuto a casa di Giancarlo ed Elisabeth, una coppia di host appartenenti alla rete WOOF Italia che da anni ospitano persone da tutto il mondo in cambio di un piccolo aiuto nella gestione delle attività quotidiane legate al podere, all’orto, all’oliveto e alla gestione della loro piccola azienda agricola biologica (rigorosamente non certificata), ma soprattutto in cambio di uno scambio umano e culturale.

Giancarlo ed Elisabeth mi hanno accolta come un’amica di vecchia data, facendomi da subito sentire a mio agio, presentandomi ogni giorno un amico, un parente, un conoscente, portandomi in giro per mercatini, sagre, mostre fotografiche, terme, teatro.

Ogni giorno è stato un WAU: sedere a tavola e scoprire che tutto il cibo che abbiamo mangiato è veramente locale, che non esiste andare a fare la spesa al supermercato, che qui il baratto non è un concetto, ma una vera e propria moneta – è stato qualcosa di sorprendente.

Mangiare la caciotta di una signora conosciuta la sera prima o scoprire che stai bevendo il vino prodotto dal papà di quella ragazza con cui vi siete appena scambiati i numeri –  perché avete un bel po’ di cose in comune e trovarsi è sempre una gioia – Bhè, diciamo che non sono esperienze che capitano tutti i giorni!

Pappa al pomodoro, cibo semplice, che arriva dritto al cuore.

Scegliere di mangiare esclusivamente (o strettamente locale) prodotti del territorio è molto di più che fare una scelta etica, è qualcosa che incide concretamente sulla vita delle persone, sull’ambiente e sull’economia. E’ una scelta che restituisce dignità e fiducia ai piccoli produttori locali a scapito della grande, anonima e molto spesso iniqua grande distribuzione.

Non c’è stato un solo giorno in cui i miei host, insieme al compagno di wwoofing Pietro (un piemontese che studia Gastronomia a Bra) non mi abbiano fatto sentire a casa o non mi abbiano fatto riflettere sul potere enorme che ciascuno di noi ha nelle scelte di acquisto e consumo quotidiano.

Ho vissuto a pieno ritmo questa piccola fetta di mondo fatta di relazioni, scambi, baratti, alimentazione consapevole, consumo critico, musica, teatro, cene, internazionalità, contaminazione culturale.

E quando si è trattato di andar via, in cuor mio ho pensato “questo potrebbe essere davvero un posto dove fare ritorno e rimanerci un pò” (ma ora non vi anticipo altro, poi si vedrà).

Sono arrivata a Scansano piuttosto stropicciata emotivamente: ero reduce da un pre-ritorno milanese che mi ha lasciato non poco scompiglio interiore e non poche decisioni importanti da prendere.

E non finirò mai di ringraziare tutte le persone incontrate, perché sento che erano lì per indicarmi la strada.

Forse esistono dei luoghi con un’energia magnetica superiore, capaci di orientarci la nostra bussola interiore. Quando non bastiamo più a noi stessi o quando il segnale è scarso o interrotto.

Per me la Maremma è stato uno di questi, un sorta di catalizzatore.

Qui sono riuscita a contattare la mia parte più buia, a non aver paura di guardarla e di amarla.

Qui, passeggiando tra gli ulivi, lavorando nell’orto, sedendomi ad ammirare il piccolo laghetto che vi è tra i campi, mi sono presa tutto il tempo di cui avevo bisogno per metabolizzare, meditare, decidere.

Arrivata In Toscana, mi si è aperto uno scenario enorme di altre possibilità.

Ho preso altro coraggio. Mi sono data altra fiducia.

Ho conosciuto ragazzi che come me hanno mollato tutto e son partiti “alla ricerca di…” girando mezzo mondo, facendo i mestieri più disparati, fregandosene del giudizio altrui, smettendola di rincorrere obiettivi condizionati dall’esterno e provando solo a vivere, ad essere se stessi.

Giancarlo ed Elisabeth mi hanno accompagnata alla scoperta di questa terra meravigliosa, fatta di masserie, butteri, resti della civiltà etrusca ed un amore profondo per il cibo genuino.

Se ripenso al tempo che ho trascorso lì, mi è sembrato un’eternità (altro che venti giorni!).

Pare sia stata almeno un paio di mesi, ho vissuto giornate intense, ricche di coincidenze pazzesche.

Ho rivisto Marco, il ragazzo siciliano conosciuto durante la mia esperienza ad Urupia, la comune libertaria nel Salento ed incontrato il fratello di Giuseppe, l’host che mi ha ospitato a Piccapane, sempre nel Salento, è venuto una sera a casa di Giancarlo a suonare insieme ai suoi amici provenienti da ogni angolo del mondo (dal Messico alla Danimarca) – sui social beccate un video della bellissima serata trascorsa insieme.

Quant’è piccolo il mondo o quanto non esistono le coincidenze, ma siamo tutti interconnessi?

Le persone che ho incontrato qui mi hanno dato un’enorme botta di fiducia a proseguire con tenacia questo viaggio/ricerca. Non finirò mai di ringraziarle abbastanza.

Mi hanno donato sorrisi a profusione, ascolto, comprensione, confronto, conforto, facendomi da cicerone in lungo e in largo per la maremma e soprattutto spiegandomi tanti piccoli accorgimenti che ogni giorno ciascuno può mettere in atto per un mondo più sostenibile.

 

Franchino Garage – Montemerano (GR)

A tavola trovi non solo olio, pane, frutta e verdura fatti nel podere, ma anche prodotti provenienti da piccole aziende locali con cui Giancarlo ed Elisabeth in questi anni sono riusciti ad attivare un sistema di scambio ed economia circolare.

Fare un’esperienza di wwoofing qui, aldilà della vita di campagna, ti consente vivere al 100% il territorio e le persone che vi abitano, la vera ricchezza a mio avviso di questo stile di “viaggio alternativo”.

… Prossimamente sul blog la testimonianza di Giancarlo per un mondo più sostenibile.

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