IL BLOG

Il potere della Resilienza: smettere di pianificare tutto

Imprevisti e Resilienza – Oggi – dopo circa un mese di preparativi – finalmente sarei dovuta partire per questa straordinaria avventura lungo lo stivale (eccitazione alle stelle, finalmente si parte! Si va a conoscere il Friuli, una terra a me lontana e sconosciuta).

Nulla di tutto ciò. Prima salta la disponibilità di una struttura che doveva ospitarmi, poi, purtroppo (e/o per fortuna) lo sciopero nazionale dei trasporti pubblici ha reso i miei spostamenti letteralmente impossibili al punto da dover posticipare l’intera partenza. Come dice sempre la mia mamma “Non tutti i mali vengono per nuocere”, vorrà dire che mi prenderò ancora un po’ di coccole tra amici e parenti prima della lunga “solitaria”. Sì, ma non vi nascondo che la mia prima reazione è stata una bella botta di rabbia – seguita da una sana dose di frustrazione!

Perché, quando le cose non vanno secondo i miei piani, mica scatta subito il “sorriso durbans”?! (o la frase della mamma nel cervello?!) Anzi, tutt’altro! istintivamente le prime cose che tento di fare sono attivare tutte le mie risorse per cercare mille soluzioni, scagliare ogni singola soluzione possibile, scervellarmi insomma, mettercela tutta, perché i no non mi piacciono e non si può men che meno.

Il punto è che anche quando tutto questo è fatto e comunque una soluzione non la si è trovata, due sono le cose: o subire e continuare a rimuginare su ciò che è andato storto o decidere di fare appello alla propria energia propositiva – la cosiddetta resilienza e provare a mitigare quanto accaduto.

Scegliere la seconda via a quanto pare (pur con qualche impegno) è sempre la strada più “ecologica” che possiamo adoperare perché ci consente di risparmiare molte energie altrimenti sprecate in meccanismi disfunzionali.

E così, dopo aver fatto pace con un senso di frustrazione per aver cercato invano soluzioni introvabili, mi sono appellata alla logica del “stai nel qui e ora delle cose e lasciati andare”. Ho fatto un lunghissimo respiro profondo e ho pensato: con una bella giornata di sole come questa che fretta ho di partire da Milano?!

E mi è tornato in mente un bellissimo concetto della Fisica dei Corpi (ripreso poi anche dalla Psicologia dello Sport) e che oggi, per l’occasione dedico a tutte le donne che staranno leggendo: la Resilienza.

E’ curioso soffermarsi a riflettere sull’etimologia della parola resilienza: deriva dal latino resalio, iterativo di salio, che significa saltare, rimbalzare, danzare e un tempo connotava il gesto di risalire sull’imbarcazione capovolta dalla forza del mare. Nel campo della fisica dei materiali indica l’attitudine di alcuni corpi di conservare la propria struttura o di riacquistare la forma originaria dopo essere stati sottoposti a schiacciamento o deformazione. Rappresenta la capacità di un materiale di essere elastico, ossia capace di assorbire molta energia in caso di urto. Per contro, i materiali rigidi, in caso di impatto, assorbono poca energia e non possono ritornare alla forma originaria. Come una canna di bambù sferzata dal vento e dalla pioggia si flette ma non si spezza ed una quercia che resiste alle intemperie ambientali avrà più probabilità di spezzarsi, così una persona che oppone resistenza al cambiamento, farà molta più fatica a fronteggiare le sfide della vita, di una che invece – al momento giusto – sa modularsi.

Essere resilienti dunque non significa resistere, come erroneamente si può pensare, ma imparare a circoscrivere le difficoltà, andando avanti senza arrendersi. Fortunatamente non è una caratteristica genetica ma una capacità che possiamo potenziare lungo la strada.

Ecco cinque mosse per rafforzarla:

  1. Curare le relazioni: mettere attenzione nelle relazioni che costruiamo, rafforzando la qualità dei legami sia all’interno che all’esterno della famiglia, favorendo un clima di amore e di fiducia. Incoraggia e rassicura la nostra autostima, rafforzando indirettamente anche la nostra resilienza.
  2. Dare spazio alla creatività: allenarsi ad ipotizzare soluzioni alternative, adottando punti di vista diversi nella risoluzione di vecchi problemi, rafforza la nostra capacità di fronteggiare efficacemente situazioni critiche. Immaginare progetti di vita cui non siamo abituati; osservare la realtà nella sua globalità, tenendo conto di tutte le contraddizioni e le sfumature che la contraddistinguono; passare da un atteggiamento mentale dicotomico “bianco/nero” ad un atteggiamento mentale flessibile. Consente di affiancare al potere della razionalità, l’inimmaginabile potere risolutivo della creatività.
  3. Apprendere a ristrutturare/ridisegnare la realtà: considerare le criticità come opportunità per migliorarsi, riformulando mentalmente gli eventi negativi consente di rialzarsi dopo un fallimento e rafforza la fiducia che abbiamo nella nostra capacità di farvi fronte. In questo modo, la volta successiva riusciremo ad essere meno “suscettibili” dinanzi a difficoltà simili.
  4. Assumersi la responsabilità dei propri risultati: sforzarci di vedere la raggiungibilità di un obiettivo come dipendente (almeno in parte) da noi ci spinge a darci da fare maggiormente per vedere il cambiamento desiderato. Impegnarsi attivamente nella realizzazione dei propri obiettivi (o avere la capacità di ridefinirli qualora questi risultano impossibili da attuare nel presente) rafforza la capacità di superare eventuali ostacoli. Se dimentichiamo di avere un qualche tipo di potere personale sulle cose che accadono nella nostra vita (anche il poter scegliere come percepirle e viverle) correremo il rischio che la nostra vita sia completamente in balia del caso. E a noi non resterà che sentirci impotenti, frustrati, depressi. Essere regista e protagonista aiuta a costruire il film che vogliamo vivere.
  5. Avere fiducia che “non può piovere per sempre”: mentre i pessimisti tendono a concepire le avversità come stabili, durature ed costanti (e spesso ad arrendersi ad esse adoperando un atteggiamento passivo e poco costruttivo); gli ottimisti considerano gli avvenimenti negativi della vita come qualcosa di passeggero e superabile (questo restituisce maggiore senso di controllo sulla realtà e migliore capacità di risoluzione dei problemi).

Auguri dunque a tutte le forze femminili dell’Universo, di cui la capacità di risalire sulla barca rovesciata è ammirevole e senza eguali.

Ps. Se vuoi, puoi seguire le mie avventure anche su Facebook  ed  Instagram oppure continuare a leggere i miei articoli sul Blog

A presto!

AleT

 

Condividi
  •  
  • 30
  •  
  •  
  •  

2 Comments

  • Giorgia

    Essere resilienti significa imparare a circoscrivere le difficoltà, andando avanti senza arrendersi. 👏🏻👏🏻👏🏻

  • Claudia

    Che bella idea partire di 8 marzo! Ed è emblematico che non ci sia riuscita a dimostrazione che il tuo percorso è vero e che come tutte le cose vere ha degli ostacoli. E la resilienza è la via per affrontarli e superarli! Vai così!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *