IL VIAGGIO

EcoViaggio-tappa 3: Storia dell’Ecovillaggio l’Asino e La Luna -Cerveteri (RM)- PRIMA PARTE

EcoViaggio – terza tappa:

L’Asino e La Luna: il mio amico Stefano, un filosofo contadino (prima parte)

Aprile 2018 –  Cerveteri, Roma

A distanza di una settimana circa dalla terza tappa del tour “Sostenibileperme” finalmente trovo il tempo di fermarmi un pochino ed iniziare a raccontarvi qualcosa dell’ L’Asino e La Luna, uno dei primi progetti di ecovillaggio avviati nel Lazio.

Più precisamente siamo a Cerveteri, un paesino di origini etrusche a nord di Roma, verso Civitavecchia,  arroccato su una collina che affaccia sul mare. Un luogo incantevole e suggestivo dove è possibile ammirare una delle Necropoli etrusche più antiche d’Europa.

Ci sarebbero cose da raccontarvi dei giorni felici e spensierati trascorsi lì, ma un passo alla volta.

Oggi lascio la parola a Stefano, cofondatore del progetto di ecovillaggio insieme alla compagna di vita, Manuela (di cui presto pubblicherò un’altra intervista). Piccola premessa prima di tuffarvi nella lettura: mentre leggete queste righe, regalatevi un lungo e profondo respiro ed immaginate del verde sconfinato attorno a voi, il suono degli uccellini, il mare in lontananza, un’amaca …

Infine immaginate due grandi occhi azzurri che vi sorridono e vi raccontano la sua storia.

Vi presento Stefano, classe 84. Un uomo tutto muscoli e cuore.

  • Ciao Stefano, che cosa facevi prima di intraprendere quest’avventura a L’Asino e La Luna? Sono originario della provincia di Latina, aperta campagna, lì sono cresciuto e ho lavorato fino ai 25 anni. Ho fatto il muratore, il rastrellista, se c’era ad esempio da raccogliere i legni sulla spiaggia dopo una tempesta, ero il primo ad accorrere, insomma, ero un tuttofare (come oggi aggiungo!) facevo tutto quello che mi si presentava, il lavoro non mi mancava mai. Poi la svolta della mia vita è stata entrare nei vigili del fuoco. Grazie a questo lavoro mi si è aperto un mondo: ho iniziato a conoscere tante persone, uscire fuori dal paesino cui ero abituato ed emigrare nella grande città, Milano dove ho vissuto fino a tre anni fa prima di venire a vivere qui a Cerveteri.
  • Quindi sei passato dalla campagna laziale alla metropoli milanese, per poi fare ritorno in campagna, come è avvenuto questo passaggio? Andare a Milano mi ha permesso di cambiare tante prospettive, conoscere un altro tipo di vita. Ogni persona ed esperienza che ho fatto mi ha permesso di crescere e cambiare. Ma la vera rivoluzione nella mia vita è avvenuta con il cambio di alimentazione. E’ stato allora che ho deciso di ritornare alla campagna.
  • Cosa ti ha spinto a cambiare regime alimentare? Manuela cercava una dieta per alcuni suoi disturbi; ne ha provate tante, poi quando ha trovato la dieta vegana e me l’ha fatta conoscere attraverso un video di Valdo Vaccaro sull’alimentazione consapevole  per me è stata un’illuminazione. In pochi minuti quell’uomo ha saputo darmi delle risposte a delle domande che mi portavo dietro da anni. Quella è stata la molla che mi è scattata dentro e che mi ha fatto venire voglia di provare sulla mia pelle il cambio di alimentazione. Quando parliamo di cambio alimentazione non parliamo solo di cambio di regime alimentare, parliamo anche di purificazione della mente, del corpo e dell’anima.
  • Cosa intendi, puoi spiegarci meglio? Purifichi il corpo attraverso l’alimentazione giusta, l’aria pulita, il contatto con la natura. Purifichi la mente tramite il vivere più in tranquillità, senza tante “paturnie mentali”, stando in pace con il vicinato, con tutte le persone che sono intorno a te, cercando di “toppare l’ego”, di riconoscerlo in primis e poi di farne sempre più a meno. Purifichi l’anima con la preghiera, la meditazione, il ringraziamento a questa energia più potente di noi che dà vita a tutto. L’uomo si è messo al di sopra di tutto e ha dimenticato che esiste un’energia più forte che gestisce il Tutto. Energia che bisogna riconoscere e ringraziare mattina e sera, ogni minuto e secondo che passa. Tu mi dici spesso che io dico spesso grazie. Dico grazie perché non è un caso che siamo qua, bisogna ringraziare, debbo ringraziare che tu oggi sia qua, che io sia qui, che Manuela sia qui. Tutte le persone che passano per L’Asino e La Luna, vengono, prendono e lasciano sempre qualcosa. Non esiste chi prende e basta, tutti lasciano qualcosa di sé, ma bisogna riconoscerlo. A volte guardiamo soltanto le azioni negative “mi ha rotto la damigiana”… Sì, però, che ha fatto di buono subito dopo? Ha anche pulito! Magari se io ero attaccato alla mia damigiana, mi perdo il resto del buono che c’è in quell’azione/persona…

    Niccolò (altro volontario), io e Stefano
  • Cosa ti ha spinto dunque a fare ritorno alla vita di campagna ed aprire L’Asino e La Luna? Il risveglio di coscienza, il contatto con la natura, uscire dalla porta di casa e avere un albero da frutta a portata di mano, non dover andare a fare la fila al supermercato per poi comprare della frutta in plastica. La possibilità di avere un orto dove coltivare le cose con le tue mani, mettendoci amore, pazienza e volontà. Poter ringraziare quella pianta che ti ha dato quel frutto e ti ha sfamato.
  • In che termini riuscite ad essere autosufficienti e a sostenere il progetto? A livello alimentare, attraverso gli orti; a livello sociale, crediamo molto nel baratto che si puo creare nella propria rete, coinvolgendo il territorio c’è un aiuto reciproco. Se sono bravo a fare il muratore e tu il meccanico, ci si mette d’accordo e si scambiano le competenze. Io non dico che dobbiamo eliminare la moneta, ma ritornare ad aiutarci gli uni con gli altri, come facevano i vecchi di un tempo, le famiglie di una volta.
  • Parlami della presenza degli animali qui all’ecovillaggio. Credo che ogni essere vivente abbia un suo compito su questa terra, come pure noi umani, ma l’uomo ha modificato il tutto e ha dimenticato l’amore per gli animali. La vacca che dovrebbe stare in aperta montagna e pascolare libera, invece sta al chiuso in un metro per un metro e questo genera una sofferenza enorme a molteplici livelli. L’asino, spesso considerato mezzo per attaccare l’aratro e zappare la terra, qui noi lo teniamo libero di pascolare per i campi in maniera che tenga pulito il terreno brucando l’erba, in questo modo si crea una collaborazione tra te e l’animale. Abbiamo cavalli, caprette, maiali, tutti pascolano liberi durante il giorno nel nostro terreno. Questo mi permette di risparmiare tempo, fatica e carburante, prima che ci fossero gli animali dovevo passare io con il motorino a tagliare l’erba, sprecavo energie e carburante. Con gli animali si è creata una sinergia: a loro diamo una degna vita e loro a noi ci tengono pulito il campo, ci fanno compagnia e quando vengono i bambini a trovarci, vuoi mettere la gioia e lo stupore di vedere con i propri occhi una gallina? Di vedere da dove nascono le uova? Qui i bambini possono vedere un asino con i loro occhi e accarezzarlo, non soltanto vederlo in un cartone, in tv o su youtube come purtroppo accade.

… (fine prima parte) per  scoprire questo fantastico EcoVillaggio andate sul sito di L’Asino e La Luna cliccando> QUI

Ps. Se vuoi, puoi seguire le mie avventure anche su Facebook  ed  Instagram oppure continuare a leggere i miei articoli sul Blog

A presto!

AleT

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One Comment

  • Clarissa

    Ti seguo e ti leggo 😊. Grazie per queste parentesi rigeneranti che mi fai vivere attraverso le tue parole e i tuoi sensi.
    Vedo chiaramente luci, colori, distese infinite, sento i profumi, la fatica, il senso di pace a lavoro completato…La natura che ti ringrazia, che ti accarezza 🍃 per il tuo contributo, per il patto di profonda lealtà e rispetto che stai stringendo con essa….❤…sei unica

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