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L’inizio di una nuova era: insegnare Yoga

Domani inizia ufficialmente la scuola di formazione per diventare – a tutti gli effetti – insegnante di Yoga.

Sono emozionata come una bimba alla vigilia del suo primo giorno di scuola.

Anche se di scuole alle spalle oramai ne ho un bel pò, è sempre meraviglioso intraprendere un nuovo percorso di studi.

Dopo circa un anno di affiancamento con la mia maestra di Yoga nello studio di questa antica disciplina, ho scelto di investire in un corso di formazione professionalizzante che mi consentirà di poterlo poi insegnare a mia volta.

Ultimamente, ammetto che molte delle cose che sto sperimentando mi danno la sensazione di vivere “l’inizio di una nuova era” (come canticchia il buon Lorenzo).

Sento che la mia non è un’euforia qualunque, un’euforia da “prima volta”, piuttosto un’euforia matura, strettamente connessa con un forte senso di responsabilità. So per certo, lo sento, che sto seguendo la strada giusta, che il cammino sarà impegnativo, lungo, talvolta faticoso, ma sicuramente nutriente. Crescerò come persona.

So per certo che non basta una scuola di formazione per diventare insegnante di Yoga.

Una vita di pratica quotidiana, un lavoro costante su me stessa, le esperienze con cui la vita stessa vorrà confrontarmi, saranno loro a farmi da insegnante.

Ho avuto il privilegio di poter ricevere gli insegnamenti yogici da una maestra speciale, che a sua volta l’ha ricevuti da un altro maestro in India, che a sua volta li ha ricevuti da un altro maestro in Himalaya e così via nei secoli dei secoli fino alla notte dei tempi….Fino a quando il primo uomo sulla terra non iniziò ad imitare il movimento di bambini,  degli animali e degli alberi, fino a trasformarli in delle sequenze ben precise di movimenti, respiri, giochi di equilibri, allungamenti e torsioni dagli effetti benefici pazzeschi.

Benefici di cui ancora tutt’oggi cerchiamo di comprenderne l’origine (quando invece già 3000 anni fa gli yogici sapevano ad esempio che le posizioni capovolte fanno bene alla tirode o che rallentando il ritmo dei respiri si arrivano a allentare le onde celebrali fino ad uno stato meditativo).

Ho ponderato a lungo la scelta della scuola cui iscrivermi ed il corso di formazione Yoga e Medicina coordinato da Giancarlo Miggiano e Beatrice Giampaoli mi ha convinto sin dal primo incontro, poichè i due fondatori hanno saputo e voluto fortemente coniugare allo studio delle asane e delle techiche yogiche originali, un approccio di tipo medico-scientifico che punta l’attenzione sugli aspetti strutturali, fisiologici e neurologici di questa antica disciplina.

Cercavo infatti, una scuola di formazione che non si concentrasse nè solo sull’aspetto filosofico/spirituale, nè solo sull’aspetto fisico/ginnico, ma che provasse a rileggere lo Yoga dal punto di vista medico, per comprenderne gli effetti sul nostro stato di salute generale.

E’ necessario infatti, per poter apprezzare e comprendere appieno quello che avviene durante la pratica yogica, andare ad analizzare uno ad uno gli effetti che i vari movimenti del corpo hanno sul corpo stesso e sulla parte emotiva ed energetica che andiamo a stimolare.

La mia formazione in Psicoterapia è fortememente improntata ad una visione BioPsicoSociale dell’essere umano, pertanto non potevo scegliere una scuola che non considerasse  nello studio dello Yoga – in quanto unione mentecorpo – tutto il nostro insieme.

Ci ho messo una vita prima di prendere questa decisione.

Perchè per diventare insegnante di Yoga non basta frequentare un corso, farsi rilasciare un attestato, avere il tesserino, superare un esame ed ottenere l’ennesimo diploma/targhetta da affiggere sulla parete del proprio studio.

Ci vuole – e a volte non basta – una vita intera per esercitare questa disciplina ed essere in grado di trasmetterla poi ad altri.

Lo Yoga è innanzitutto una filosofia di vita, una forma di rigore personale che ha a che fare con tutti gli aspetti della propria persona: dall’alimentazione alla respirazione, dalla scelta degli abiti da indossare ai rituali di pulizia e presa di cura del proprio corpo, dalla gestione delle emozioni alla capacità di relazionarsi con gli altri rimanendo umili ed in ascolto, dall’accettazione positiva ed incondizionata di ciò che la vita ti pone dinanzi alla capacità di rimanere centrati quando tutto fuori è caos e disarmonia.

Sono giunta alla decisione di voler intraprendere  questo percorso professionale perchè sento forte  il desiderio di coniugare alla pratica filosofica e yogica della mia maestra una formazione di tipo scientifico e medico.

Nei trattamenti ayurvedici che svolgo con i miei clienti sto iniziando a coniugare l’approccio psicoterapeutico rogersiano con quello ayurvedico e lo Yoga sento sia il canale di collegamento tra questi due mondi.

Studio, pratica ed esperienza saranno i miei alleati in questa enorme impresa.

Il mio piccolo blog #sostenibileperme sarà ancora una volta lo spazio dove proverò a condividere con voi l’andamento di questa pratica, augurandomi possiate prima o poi incrociarla lungo il vostro cammino.

Omshanti.

 

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