BENESSERE

Lo Yoga: una pausa dal mentale


Tratto da una Lezione di Yoga con la mia Maestra Omshanti ♥

HATHA YOGA ANUSANAM” è quello che dicono i maestri quando è ora di iniziare a praticare Yoga.

Anusanam significa ORA, ora è il momento di praticare, adesso: non domani, non quando ho tempo, quando ho soldi, quando mi sento meglio. Adesso incontri il maestro e da questo momento in poi non ci sono più scuse. Nel momento in cui il discepolo ha incontrato il maestro, non ha detto scusa devo andare che mi aspetta mia moglie a casa, ma si è seduto ed è rimasto tre giorni in ascolto dell’insegnamento. Quei tre giorni gli sono bastati per cambiargli la vita. Da quel momento in poi non ha avuto più alcuna esitazione. Lo Yoga è diventato il cammino della sua vita.

Mentre per noi oggigiorno, lo Yoga rimane una cosa piacevole, un di più, una bella ginnastica per la schiena dove ogni tanto ci mettiamo dentro un po’ di filosofia, un po’ di distacco, l’intenzione di vivere meglio…

Tutte cose che si possono fare per un anno, poi si smette, poi si riprende nei momenti di difficoltà, quando si sta male. C’è gente che mi ha chiamato dopo 10 anni che non praticava e ha ricominciato a praticare Yoga perché stava facendo la chemio e cercava qualcosa per stare meglio. Ma dico, ci voleva la chemio per ricominciare a praticare?

Perché in un giorno felice non te lo puoi ricordare lo yoga, no? Devi aspettare di star male?

Lo Yoga deve diventare, invece, una nostra condizione esistenziale: va praticato adesso, ora.

Ma, cosa avviene durante la pratica dello Yoga?

L’arresto delle onde del mentale.

Non è un accumulo di onde mentali perché stai facendo un viaggio mentale, ma è la pausa tra quelle onde.

Lo Yoga è quel momento di pausa dal mentale che ti permette di ricaricare le batterie.

Un mentale, che altrimenti si esaurirebbe, perchè lavorerebbe sempre.

Attraverso la pratica dello Yoga puoi “staccarti dal mentale e prenderti una pausa”.

Oggi più che mai, il mentale è sempre sovraccarico, sotto pressione, pieno di stimoli.

Oggi più che mai il silenzio è oro, serve a rigenerare il cervello.

E’ un blocco del processo mentale della coscienza: quando siamo riusciti ad ottenerlo, siamo nella nostra vera natura essenziale.

Noi non siamo definiti né dal fisico, né dal mentale, ma dalla capacità di restare in questo stato essenziale per pochi minuti, per ore o per anni come Siddartha….

Ma per noi che facciamo parte di questa società e di questa epoca e non di quella di Siddartha, non ha senso pensare di poter restare per anni nella pausa dal mentale. Ha senso invece, poterci prendere un tempo tutto nostro dove riuscire a ritagliarci quei pochi momenti in cui ritorniamo alla nostra natura essenziale. In cui siamo io e io.

Passeggiata meditativa lungo il fiume Aniene. Tivoli- RM.

E questo lo possiamo fare sempre, ogni volta che poniamo l’attenzione al momento presente.

Se pensi solo a cucinare, se coincidi con quello che stai facendo, allora la tua mente si acquieta e torna al qui e ora.

Se invece inizi a pensare accidenti potevo anticiparmi prima a cucinare, perché ho deciso di fare le patate che ci mettono una vita a cuocere? Perché proprio oggi? Pelare le patate diventa solo un’incombenza e non sarà mai una forma di meditazione, un’occasione per incontrarti. Questo approccio si può applicare a tutti i contesti della vita.

Oggi purtroppo, si assiste proprio al processo contrario: distrazione costante – fare una cosa, mentre ne stai facendo un’altra.  Si fa ginnastica col video, con la musica a palla, portando la mente altrove, proprio quando potremmo dedicarci solo ad entrare in contatto con il nostro corpo e prenderne coscienza, spariamo la mente da tutt’altra parte.

La società in cui viviamo alimenta continuamente le distrazioni.

Se ci pensate bene, ci si distrae sempre, anche da quelli che sono dei momenti fondamentali dell’esistenza: come partorire o morire.

Si partorisce parlando di tutt’altro, si muore con tutti gli altri attorno che cercano di distrarti.

Abbiamo costruito una società che tenta costantemente di allontanarci dalla nostra vera natura.

Tutto ciò che ci circonda è una corsa a tirarti via da qualunque consapevolezza.

La nascita, la malattia, il dolore, la gioia, la morte sono tutte occasioni per incontrarci, non dobbiamo fuggire via da queste esperienze. Non c’è mai nessuno che ti dice, guarda tu stai morendo.”

Grazie Maestra.

Ps. Da dicembre scorso tento, con molta fatica, di praticare Yoga quotidianamente. Poi ho capito che una vita yogica abbraccia tutte le esperienze del quotidiano, non è solo questione di fare le asane (tipo il saluto al sole, la posizione del cane, ecc..ecc..), è piuttosto la capacità di essere presente a me stessa, il più tempo possibile.

Forse potremmo farci un regalo per questa primavera appena arrivata:

Ritagliarci uno spazio di tempo che sia solo nostro, in cui poterci incontrare.

Essere e basta. Senza altre ragioni. Senza uno scopo.

……Ps. Se ti va, segui le mie avventure quotidiane anche su Facebook ed Instagram

 

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