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“Scuole Libertarie” crescono: responsabilità e diversità al centro, Rende (CS)

“Scuole Libertarie” crescono: responsabilità e diversità al centro

Rende, Cosenza – Maggio 2018

Oggi parliamo di Scuola Libertaria con Emilio e Luana, la giovane coppia calabrese che mi ha ospitato il mese scorso. Due neogenitori ambiziosi e con un grande sogno (non più nel cassetto): avviare la prima Scuola Libertaria in Calabria, nel cosentino.  

Aldilà della metodologia promossa (senz’altro ci saranno dei punti opinabili e/o non sempre condivisibili) quello che mi ha colpito di queste persone e del loro progetto “rivoluzionario” – e che spero possa toccare anche voi che state leggendo questo articolo – è il desiderio profondo di rispettare e promuovere la diversità di ciascuno di noi. Ognuno di noi nasce come individuo “unico e irripetibile”, tutta la vita poi dobbiamo fare i conti con situazioni, contesti, organizzazioni e ruoli non sempre “in linea con” la nostra vera natura. Promuovere un contesto educativo che metta al centro la persona e non il contenuto, l’intelletto e non le nozioni, la creatività e non la ripetizione, credo sia ciò di cui la nostra società ha più che mai bisogno in questo momento storico.

In fondo è soltanto “educando alla bellezza” che abbiamo qualche chance  di creare nuova bellezza nel mondo.

Di seguito l’intervista raccolta ad Emilio e Luana.

  • Che cos’è una scuola libertaria? Si tratta di una proposta pedagogica vecchia più di due secoli (tra i primi tentativi c’è stato quello di Tolstoj nella seconda metà dell’ottocento) che si basa su una pedagogia libertaria, appunto, la quale riconosce al bambino la capacità di prendere autonomamente le sue decisioni nel rispetto della libertà della comunità. Il bambino è considerato membro attivo della comunità di apprendimento, è portatore di interessi e di intenzioni, degne di essere considerate come quelle di un adulto. L’obiettivo è offrire un’esperienza educativa che moltiplichi le possibilità di azione responsabili, piuttosto che vincolare ad un predefinito (da chi?) sistema di regole.
  • Puoi farmi un esempio concreto di scuola libertaria? A Roma esiste un nido comunale “Nati oggi” fondato sull’outdoor education: i bambini sperimentano tantissimo il vivere la comunità e il territorio, fanno la visita dal veterinario, dalla polizia, vanno a fare la spesa, vanno a vedere i lavori dei cantieri in costruzione, sperimentano lo stare in fila in un contesto pubblico, prendere l’autobus, fanno i pisolini nelle tende nel parco, hanno un’attrezzattura super-simpatica, un passeggino carrello per i più piccoli, hanno tutti il giubbino catarifrangente. Non è che sono tutti i giorni nel boschetto, ma visitano diverse zone della città.
  • Quando avvierete il vostro progetto? Sono già aperte le iscrizioni per il prossimo anno, partiamo a settembre 2018 con la fascia d’età 3-6 anni – asilo e primo anno delle elementari. Da circa un anno abbiamo organizzato diversi eventi per promuovere il progetto. Siamo una realtà rara in Italia: frequentemente i genitori che non vogliono mandare i figli nella scuola pubblica si aggregano, cercano di studiare un’alternativa e alcuni sperimentano la scuola libertaria. Il nostro gruppo invece, sta proponendo il progetto alla comunità, alcuni faranno gli accompagnatori (educatori), altri parteciperanno in altro modo, ma non siamo tutti genitori. In altre parole stiamo cercando genitori che desiderano un’alternativa alla scuola tradizionale. In Calabria non ci sono molte realtà di questo tipo e la nostra sarebbe la prima scuola libertaria della regione.
  • In che termini i genitori e la comunità sono coinvolti nella scuola libertaria? Oltre all’aspetto economico che vede direttamente coinvolti i genitori (essendo unici finanziatori della scuola), vi è la possibilità ed il piacere di partecipare alle attività educative, mettendo a disposizione le proprie competenze. Se sono bravi in un settore in cui i bambini mostrano interesse, perché non coinvolgerli? La scuola è una comunità auto-educante in cui ogni elemento si offre come occasione per generare un’esperienza educativa. La scuola nasce all’interno di una comunità, quindi coinvolgere la comunità è importante ed arricchente per entrambe. L’idea è che i bambini non siano chiusi all’interno delle mura scolastiche (di solito c’è chi decide cosa si deve imparare e quando). E’ bello che i ragazzi vivano il territorio in cui si trovano, non solo sulla base dei loro interessi, ma anche sulla base di quello che il loro territorio offre.
  • Qual è il ruolo della natura in un progetto educativo di questo tipo? La natura è uno splendido contesto che favorisce l’esplorazione. E’ una scelta pedagogica ed un eccellente rifugio. Il contatto con la natura è una possibilità che offriamo agli scolari (ma se poi non c’è interesse reale verso gli spazi verdi, possono sempre scegliere di stare dentro). Gli spazi della nostra Scuola Libertaria sono organizzati per invitare i bambini a viverla: abbiamo ridotto al minimo gli spazi al coperto e messo i bambini nelle condizioni di poter esplorare la natura in tutta sicurezza (ad esempio fornendogli delle tute antipioggia). E’ possibile promuovere l’esplorazione del bambino anche nelle piazze della città, ma è una cosa che richiede molte più energie affinchè non diventi pericoloso, mentre un giardino ti permette di lasciare anche i bambini più piccoli liberi di esplorare senza grandi pericoli.
  • Come la devo immaginare una lezione di matematica in una scuola libertaria? Le discipline non sono insegnate come nella scuola tradizionale, quindi non devi aspettarti la classica lezione di matematica. Vedo la possibilità che si organizzi una lezione di matematica così come nella pubblica istruzione ma non è qualcosa che devi aspettarti necessariamente. Una scuola libertaria ti mette nella condizione di poter studiare la matematica, ma sono i ragazzi che decidono se approfondirla o meno (sebbene in Italia ci siano dei limiti imposti dall’esame di anno obbligatorio per gli studenti di scuole non statali e non paritarie dal primo anno di scuola primaria). Privilegiamo percorsi interdisciplinari in cui le discipline diventano strumento per assetare la curiosità degli scolari. Si può facilmente insegnare matematica se si offre agli scolari la possibilità di vedere l’utilità del linguaggio matematico all’interno di un particolare ambito. La panificazione, l’agricoltura, il funzionamento del sistema solare, in tutto ciò che si affronta a scuola, si dà la possibilità di fare matematica – non limitandosi solo ad una disciplina. Questo non significa che neghiamo la possibilità di pianificare un corso di matematica più canonico, la differenza strutturale di una scuola libertaria è che prima della disciplina coltiva l’interesse, la brama di sapere.
  • Esistono casi di successo di scuole libertarie? Ci sono molti documenti e documentari di esperienze pedagogiche libertarie di successo. Un esempio è Summerhill in Inghilterra, una delle prime scuole libertarie al mondo, fondata circa un secolo fa, dove i ragazzi possono scegliere che cosa imparare, quando impararlo e come impararlo. Hanno anche la possibilità di scegliere i loro insegnanti, di valutarli. Ci sono bambini molto piccoli che trovano un interesse e per anni si dedicano a quell’interesse, facendo esclusivamente quello, tipo falegnameria, senza necessariamente fare anche un corso di inglese o di matematica. Questo non vuol dire che il ragazzo a modo suo non impari la lingua inglese o la matematica (lo fa, ma a modo suo); ciò lo dimostra il successo che hanno ottenuto questi ragazzi terminato il loro ciclo di studi.
  • Mettiamo il caso di un sedicenne che in tutta la sua carriera di scuola libertaria per n ragioni diverse non si sia mai imbattuto in questioni relative alla fisica, come fa a nascergli l’interesse verso la fisica? È qui che entra in gioco la scuola, che deve verificare che ci sia la possibilità di un incontro con la fisica, sebbene non è detto che genererà un interesse da parte dei ragazzi. Il ruolo degli accompagnatori è organizzare e proporre attività per far esplodere l’interesse dei ragazzi. Ogni occasione è utile per far fisica: un oggetto che cade, due corpi che si scontrano…  L’accompagnatore induce al ragionamento e all’osservazione il ragazzo, spiega, racconta e propone approfondimenti. Negli ambiti di interesse le persone che hanno frequentato le scuole libertarie sono molto competenti e successivamente riescono a diventare molto competenti in tutto ciò che desta loro interesse e curiosità. Forse perché non hanno passato dodici anni della loro vita ad esercitarsi ad apprendere nozioni che non gli interessavano e hanno avuto l’occasione di esplorare ed approfondire quelle che li stimolavano di più, conservano la capacità di esplorare, interrogarsi ed approfondire anche da adulti. Sanno costruirsi il loro sapere.
  • Esistono le classi nella scuola libertaria? No, non esiste il concetto di classe, ma solo di gruppo di interesse. Ci si trova insieme, uniti da uno scopo comune. Viene organizzato un corso ed i ragazzi vi aderiscono se vogliono approfondire o meno quell’argomento. I corsi nascono dalla richiesta dei ragazzi stessi. Le scuole libertarie sono delle piccole polis, in cui la dimensione dialogica è sempre presente. L’utilizzo delle assemblee in questo aiuta tantissimo, i ragazzi sin dalla tenera età sono messi nella posizione di essere responsabili almeno di alcune delle loro scelte. Ogni volta che c’è una regola, una proposta, sono chiamati a votare, a portare le loro motivazioni per convincere gli altri o per fargli cambiare idea. Decidono le regole come le sanzioni per chi non rispetta le regole, sono partecipi alla vita politica della scuola. Pensa che alla fine degli anni ’90, in Inghilterra, lo stato voleva chiudere Summerhill e sono stati gli stessi scolari ad andare in tribunale. L’intera comunità ha convinto i giudici a non far chiudere la loro scuola e hanno vinto. L’esempio è gigantesco ma noi non parliamo solo di scelte difficili ma anche di semplici decisioni quotidiane come: dove andiamo oggi, cosa mangiamo per pranzo, chi è che apparecchia la tavola, magari si passano giornate a discutere ma non è tempo perso! Nell’assemblea si esercitano innumerevoli competenze necessarie per vivere l’interazione e mettere i ragazzi nella condizione di sentirsi responsabili delle proprie azioni.
  • Che cosa vi ha fatto scattare il desiderio di avviare una scuola libertaria? L’idea è partita da me (Luana): ho sempre voluto fare la maestra, poi ho scelto di specializzarmi in Psicologia dello Sviluppo. Se si entra nel profondo noti come tanti disturbi comportamentali o dell’apprendimento “nascono” proprio da come vengono affrontati dalle istituzioni scolastiche. Così ho iniziato a studiare altri mondi possibili di fare pedagogia, approfondendo diverse scuole di pensiero, da quella steineriana a quella montessoriana, fino ad arrivare alla scuola libertaria. La scuola libertaria è stata quella che mi ha ispirato di più, perché è l’unica scuola capace di presentarsi come metamodello che offre più strumenti educativi, non è realmente una pedagogia poiché esce fuori da personalismi e da autori specifici.
  • Quali step avete messo in atto per avviare il vostro progetto di scuola libertaria? Abbiamo iniziato a documentarci tanto, per chi fosse interessato esiste un sito web educazionelibertaria.org che ti fa una mappatura della rete attualmente esistente in Italia. Per un genitore che si sta avvicinando per la prima volta e che vuole capirci di più consiglio di approfondire molto, per capire se è un metodo che sente sia indicato per lui. Non è facile sposarlo in tutto, se ci pensi, noi abbiamo ricevuto una certa educazione che ci ha indotto tutta una serie di condizionamenti, per cui ci aspettiamo che ad ogni tappa evolutiva corrisponda un bagaglio di conoscenze e saperi, e questo con la scuola libertaria viene completamente messo in discussione. Per quanto ci riguarda abbiamo deciso di partire dal primo step e quindi aprire per bambini dai 3-6 anni (l’equivalente dell’asilo più il primo anno di scuola primaria). Abbiamo organizzato un anno di eventi per farci conoscere, per vedere se il territorio avesse un interesse verso una pedagogia di questo tipo. Nel tempo abbiamo raccolto l’interesse di una piccola comunità fino a formare un gruppo di circa 10 persone tra genitori e altre persone interessate. Adesso che stiamo concretizzando, incominciano ad avvicinarsi più persone.
  • Dove aprirete la prima scuola libertaria? Abbiamo deciso per quest’anno di iniziare a casa nostra, perché non siamo riusciti a trovare una casetta di campagna che si prestasse a questo progetto. Faremo un open day il 20 Maggio dove presenteremo la scuola e gli spazi verdi all’aperto, ci saranno dei piccoli laboratori, dallo yoga alla lettura teatrale di favole. L’evento è aperto a tutti coloro che vogliono partecipare per conoscere da vicino il progetto educativo.  Siamo sempre alla ricerca di compagni di strada.
  • Che “caratteristiche” deve avere un accompagnatore per lavorare in una scuola libertaria? Mostrare un reale interesse verso il metodo libertario. Siamo interessati ad entrare in contatto con chiunque abbia voglia di mettere a disposizione una determinata competenza per farla conoscere ai bambini e destare il loro interesse. Non ci interessa che abbia chissà quali titoli, purché sia una persona interessata e che mostri il desiderio di approfondire questa offerta pedagogica.

Ps. Per maggori info potete seguire le iniziative della Scuola Libertaria “Le Terre di Castalia” sulla pagina facebook Verso una Scuola Libertaria a Cosenza  Le iscrizioni per l’anno scolastico 2018-2019 sono aperte, ergo se avete amici, familiari o conoscenti in zona Rende (CS) che potrebbero essere interessati ad un tale metodo pedagogico, condividiamo! Se invece, siete distanti, ma il progetto vi appassiona, potete promuoverlo sui social e partecipare alla sua crescita.

Thanks a lot!

Ale T

 

 

 

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One Comment

  • Sandro Scalercio

    Ottima intervista, trasmette entusiasmo e visione. Alla domanda su chi può diventare accompagnatore per lavorare in una scuola libertaria, avrei risposto: a chi ha a cuore il sano e libero sviluppo dell’essere umano nel bambino.

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