IL VIAGGIO

EcoViaggio-tappa 3: Storia dell’Ecovillaggio l’Asino e La Luna – Cerveteri (RM) – SECONDA PARTE

EcoViaggio – terza tappa:

L’Asino, La Luna e la mia amica Manuela, una visionaria determinata (parte seconda)

Cerveteri (RM)  – Aprile 2018

Come promesso, vi riporto la seconda parte della testimonianza raccolta durante la mia permanenza presso l’ecovillaggio L’Asino e La Luna di Cerveteri.

Vi presento Manuela, classe ‘83 (mia adoratissima coetanea, quando ci siamo conosciute è stato come ritrovare un’amica di vecchia data, ci siamo abbracciate per tipo un tempo indefinito), originaria di Orvieto poi si trasferisce con la famiglia a Cerveteri dove farà tutte le scuole fino ad arruolarsi all’età di 21 anni nell’Aeronautica Militare, grazie alla quale avrà modo di girare mezzo stivale…Finché non arriva il giorno in cui sente il desiderio di fare ritorno a quella campagna che l’ha vista crescere e trova, insieme al compagno Stefano, un luogo dove costruire un progetto di convivenza speciale

Lascio la parola a Manuela, che vi racconterà del loro ecovillaggio e di tutto l’amore che c’è dentro il progetto.

  • Ciao Manu, puoi descriverci meglio che cosa si intende con la parola eco-villaggio ed in che termini voi vi definite così? Un ecovillaggio è un tipo di comunità basata sulla sostenibilità ambientale e poggia su principi quali:

Adesione volontaria dei partecipanti e condivisione dei principi fondanti

– Nuclei abitativi progettati per ridurre al minimo l’impatto ambientale

– Uso di energie rinnovabili

Autosufficienza alimentare basata su permacultura o altre forme di agricoltura biologica

Quando ci trasferimmo a Cerveteri non conoscevamo la definizione di ecovillaggio, ma avevamo ben chiari i nostri desideri: volevamo vivere in modo semplice, a contatto profondo con la natura e gli animali, amarli, rispettarli e condividere quel luogo magico con altre persone che, come noi, erano stanchi di seguire i ritmi frenetici che la società attuale impone.

Sognavamo l’autosufficienza, il benessere fisico e mentale ed il vivere in armonia con gli altri… E pian piano sta arrivando ogni cosa.

Al laghetto, stavamo depositando in acqua le nostre intenzioni per l’avvenire…rituale sciamanico, fatto durante un seminario sugli etruschi

Abbiamo iniziato quest’avventura senza avere nessun punto di riferimento, eravamo portati solo dal sentimento. Da quando io e Stefano ci siamo trasferiti in questi 4 ettari di campagna Ceretana, che abbiamo chiamato L’Asino e la Luna, non siamo mai stati soli. Tanti amici si sono avvicinati a noi, un po’ per affetto, un po’ per curiosità: alcuni hanno vissuto con noi per un periodo e poi hanno preso la loro strada, altri hanno passato e passano tutt’ora le loro giornate da noi e poi la sera tornano a casa loro. Tutti, ognuno a modo suo, hanno iniziato a condividere il progetto, l’intento e a sognarlo insieme. Noi crediamo molto nel potere dell’unione, della collaborazione e della condivisione. Quando un sogno lo si crea con tante menti, tanti occhi e tanti cuori, per miracolo tutto arriva e si realizza.

Solo da un anno siamo entrati a far parte della RIVE Rete Italiana dei Villaggi Ecologici. È stato un passo fondamentale. Da quando frequentiamo questo magico mondo, abbiamo imparato tantissimo sulla creazione e la gestione di una comunità. C’è un gran lavoro da fare, partendo da sé stessi alla gestione delle dinamiche del gruppo, dalla strutturazione giuridica passando per l’agricoltura e l’alimentazione… E’ un percorso che trasforma e fa crescere.

  • Puoi spiegarci come si fa a “diventare” ecovillaggio? Che requisiti bisogna avere per entrare nella rete RIVE? Come si fa? Domanda complessa! Bisognerebbe partire dalla creazione di un gruppo di persone che condivide una visione, una missione, degli obbiettivi e un intento, poi mettersi alla ricerca di un luogo che soddisfi i bisogni della comunità, strutturarsi a livello giuridico come Associazione, Cooperativa o azienda agricola e sarebbe buono avere una buona base economica da poter investire nel progetto. Ma dalla teoria alla pratica c’è un abisso. In realtà non c’è una regola. Si possono prendere dei riferimenti andando a visitare gli altri ecovillaggi, leggendo qualche libro e qualche guida come “Ecovillaggi e Cohousing” della cara amica Francesca Guidotti o la Guida “Clips per progetti di gruppo ed iniziative sostenibili” il programma di incubazione per l’apprendimento collettivo alla sostenibilità, scritto dalle sagge mani di chi vive da molti anni negli ecovillaggi europei (potete scaricarlo gratis a questo link http://clips.gen-europe.org/wp-content/uploads/2017/10/CLIPS-Framedoc-ITA.pdf )

È utile parlare con commercialisti che conoscono il mondo del terzo settore e degli ecovillaggi, ma alla fine, ognuno trova la strada più consona per il percorso della propria comunità. È possibile entrare nella rete RIVE con diverse modalità, come semplice socio sostenitore o come ecovillaggio in costruzione (vedi link http://ecovillaggi.it/rive/chi-siamo.html#associarsi )

  • Che cosa è per te la sostenibilità? Mi vengono in mente le 3 etiche della permacultura: Cura la terra, Cura le persone e Condividi. La parola “cura” mi piace molto. Quando ci si prende cura di sé stessi, delle persone che abitano questo pianeta, della natura tutta, e quel che si ha lo si condivide senza pretendere nulla in cambio, ma solo per la gioia di donare, allora non abbiamo bisogno di fare altro. Perché tutto questo andrà a beneficio della nostra vita. Se portiamo rispetto per la Vita e la Madre Terra, riceveremo in cambio un benessere che non si può comprare con nessun tipo di moneta. Questa per me è sostenibilità.
  • Puoi darci tre suggerimenti, azioni, comportamenti che ognuno di noi può mettere in pratica per rendere il mondo più sostenibile?
  1. Ognuno di noi dovrebbe chiedersi ogni giorno: Chi sono? Cosa desidero dal profondo del mio cuore? Di cosa ho bisogno per stare bene veramente? Impariamo a conoscerci, a guardarci dentro, a tirar fuori anche quel che abbiamo nascosto nel tempo per paura di soffrire, se necessario. Affrontiamo le nostre ombre, le nostre paure, seguiamo l’istinto ed acquisiamo la capacità di controllare la mente che troppo spesso ostacola la realizzazione dei nostri desideri. Sogniamo! Di notte e di giorno! Non facciamoci spaventare dall’amore! Non esiste sentimento più puro e completo. Conosciamo il nostro corpo, il nostro organismo, rispettiamolo e diamogli quel di cui ha bisogno. Ha un ruolo fondamentale nella nostra esistenza: ci accompagna per tutto il corso della nostra vita ed è il custode della nostra anima.
  2. “Ama il prossimo tuo come te stesso” e “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”, umani, animali o vegetali che siano. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.
  3. Non diamo nulla per scontato. Ognuno di noi è cresciuto con delle credenze, dei condizionamenti, degli insegnamenti e delle esperienze che ci hanno formato e strutturato… Ma tutto questo non vale per gli altri. Non siamo quel che ci dice la televisione, le pubblicità, la scuola, la religione e la famiglia. Proviamo a destrutturarci, a buttare giù il castello di sabbia che abbiamo costruito con fatica, ma che al tempo stesso pesa sulle nostre spalle. Fa paura la trasformazione, ma ci sentiremo improvvisamente leggeri e liberi. Restiamo aperti al cambiamento e mettiamoci sempre in gioco. Proviamo a metterci nei panni di chiunque si presenta sulla nostra strada e a comprendere profondamente il motivo del suo essere… Solo dopo aver imparato questa pratica potremo, finalmente, smettere di giudicare.

Ah, ma tu volevi una risposta più “pratica”? Di pratiche quotidiane per rendere questo mondo più sostenibile ce ne sono a migliaia ed ormai le dovremmo conoscere tutte bene… Ma se non ci fermiamo, se non smettiamo di correre, se non scendiamo dalla giostra che la vita di questa società moderna pilota a velocità insostenibile, non avremo mai tempo, voglia ed energie per attuare delle pratiche di sostenibilità ambientale. Per questo insisto tanto sul fatto che dobbiamo partire da noi stessi. Dalla nostra essenza. Quando ricominceremo a sorprenderci di un fiore che sboccia all’alba, ad ammirare l’infinità del mare, ad ascoltare il silenzio di un bosco, a ricordarci di alzare lo sguardo al cielo per contare le stelle, a perderci nello sguardo di un bambino, ad accarezzare quel peloso a 4 zampe che ci ama incondizionatamente, a ridere senza pudore con gli amici e a stare più di un’ora senza far nulla e senza pensare a quel che dobbiamo fare subito dopo…….

Allora sì che sapremo, senza che ce lo dica nessuno, come agire per rendere questo pianeta sostenibile.

Una cena speciale in compagnia di amici speciali…durante il seminario sugli etruschi e lo sciamanesimo

… Grazie Manu! Grazie Ste! Grazie a tutti coloro che son passati di qui e o che troveranno il loro “AsinoelaLuna” per rendere tutto ciò possibile. Siamo in tanti ed il cambiamento è in atto. Lo sento. Si sente.

Ps. Se vuoi rileggere la prima parte dell’intervista clicca qui: La testimonianza di Stefano

Buona vita,

AleT

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2 Comments

  • Claudia

    Ciao Ale! Trovo tutto quello che fai estremamente affascinante ma da persona che sta nel pieno di questo vortice frenetico di cui tutti i tuoi personaggi predicano di liberarsi, avrei molti interrogativi brucianti: primo tra tutti: ma queste persone lavorano? Dove li prendono i soldi per vivere? Hanno bisogno di soldi? E quanti? Ci sono sovvenzionamenti per iniziare attività del genere? Quanto è il capitale iniziale da investire? Grazie!

    • admin

      Ciao Claudia! Grazie per questa tua curiosità, è una delle principali ragioni che mi hanno spinto a fare i bagagli e ad andare a conoscere di persona, da vicino queste realtà ecosostenibili e capire come hanno fatto a riuscirci. Ti dico subito: non esiste una sola risposta! Ogni realtà che ho incontrato è un caso a sè (da chi ha avuto in eredità il vigneto e ha deciso di tenersene una parte per l’autoproduzione del vino a chi ha acquistato con i sacrifici di una vita un casolare, decidendo di aprirlo all’intera comunità locale per un progetto di sostenibilità ambientale e spirituale. Quello che posso dirti è che nessuna persona incontrata ad oggi ha ricevuto la “pappa pronta” o è figlia di papà o naviga nell’oro. Tutte le persone che ho incontrato ( e che forse dai miei racconti possono sembrarti usciti da romanzi, visto che li chiami personaggi, la cosa mi fa sorridere, ma credimi sono comuni mortali come noi, forse un filo più consapevoli di ciò di cui hanno veramente bisogno nella via) ripeto, sono persone che si sono messe in gioco per sganciarsi il più possibile dal sistema capitalistico/consumistico e provare nel proprio piccolo a ridurre i consumi, a dedicarsi in parte all’autoproduzione (dal sapone per i piatti all’aceto di vino)…Tutte le persone ad oggi incontrate non hanno smesso di lavorare, ma hanno smesso di vivere per lavorare, mi spiego. Parecchi hanno rinunciato allo stipendio pieno (optando per un part-time o un lavoro da free-lance), in cambio di maggiore tempo da dedicare alla famiglia, ai propri progetti di crescita (da chi sogna di avviare un ecovillaggio a chi sogna di avviare una scuola libertaria, sono tutti sogni che richiedono tempo ed energie). Mi chiedi “dove li prendono i soldi per vivere”? Ad oggi ripeto ho incontrato persone che continuano ad avere un lavoro “normale”: dal pizzaiolo al pompiere, dal soldato all’assistente sociale, dall’educatore allo psicomotricista, dal giornalista all’agronomo. Quello che sto osservando sul campo è una drastica riduzione dei consumi, attraverso il baratto o l’autoproduzione: dal farsi il pane in casa allo scambiarsi i vestiti di seconda mano, dalla condivisione di più nuclei familiari di una stessa autovettura all’utilizzo di pannelli fotovoltaici per il riscaldamento domestico, dall’uscire forse una volta in meno al ristorante ed invitare più spesso gli amici ad una “cena condivisa” in cui ciascuno porta un piatto fatto con le proprie mani). Sono tutte voci di costo che su larga scala abbattono parecchio le spese mensili. Mi chiedi se ci son sovvenzionamenti per iniziare “attività del genere”, bhè anche qui non possiamo generalizzare..Anchè perchè non ho capito a quale attività fai riferimento. Se ti riferisci agli ecovillaggi, ti dico, ad oggi in Italia sovvenzioni per avviare comunità intenzionali non esistono. Tuttavia se dietro la parola ecovillaggio c’è un’associazione, una cooperativa sociale, una fondazione, allora la cosa si fa diversa. Talvolta è possibile accedere a dei bandi pubblici indetti dalle regioni, dalla CEE o da enti locali, ma varia da regione a regione. Non è possibile dare una risposta univoca a queste tue domande. Mi chiedi infine, quanto è il capitale iniziale da investire, anche qui, domanda molto ampia, dipende dall’attività che vuoi avviare. Ad oggi, comunque, ho incontrato tutte famiglie con un’abitazione privata, ad eccezione della fattoria solidale di Brugine, dove più nuclei familiari hanno costituito una comunità, prendendo in comodato d’uso un casolare donato da un privato alla parrocchia del paese che l’ha messo a disposizione appunto dell’associazione. Una cosa però che ho appreso fin’orada questa esperienza è ch se c’è la buona volontà, se c’è un bel gruppo di partenza con una visione ed un forte progetto comune, le cose si realizzano ed i soldi (energia finanziaria, ma non cibo che ci tiene in vita) in qualche modo arivano. Infine, da soli non si va molto lontani, c’è bisogno di fare rete per dar forma a progetti nel sociale. Spero di aver centrato in qualche modo le tue domande…Continua sempre a farmele e a fartele…Un abbraccio forte, Ale

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